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Provincia

Oltre 200 richieste di aiuto da parte di donne vittime di violenza in provincia, l'emergenza cresce

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l'associazione Me.dea ha diffuso gli ultimi dati: oltre 200 le segnalazioni alle sede di Alessandria e Casale, un numero in crescita. L'impegno dell'associazione che compie 10 anni di presenza sul territorio

PROVINCIA – Sono numeri in crescita quelli registrati dall'associazione Me.dea sulle richieste di aiuto da parte di donne in difficoltà, vittime di violenza. Se nel 2017 erano state 145 le richieste, da gennaio a novembre 2018 sono già 202.
Dati che devono fare riflettere, ancora una volta, su un fenomeno preoccupante.

Nel dettaglio, nel 2018 i centri antiviolenza Me.dea di Alessandria e Casale Monferrato hanno ricevuto 202 nuove richieste di sostegno da parte donne vittime di violenza e 62 segnalazioni da parte di amici o familiari (ndr. dati aggiornati al 23 novembre) .
Si tratta di numeri di gran lunga superiori all’andamento medio degli ultimi anni, ricordando che nel 2017 l’attività si era chiusa con 145 accessi e 38 segnalazioni.
L’apertura del secondo Centro, avvenuta a fine maggio a Casale, ha indubbiamente contribuito ad aumentare la capacità “ricettiva” di Me.dea, ma è innegabile che stiamo assistendo a un’importante emersione della violenza.

Le giornate come il 25 novembre rafforzano la tendenza all'emersione, così come è prezioso il lavoro di rete, che fa sedere allo stesso tavolo gli operatori delle istituzioni e dei servizi che a vario titolo si occupano di violenza di genere, per trovare insieme risposte più efficaci alle donne.

Moltiplicando i dati locali per gli 80 centri antiviolenza che fanno parte della rete nazione D.i.Re il problema della violenza di genere viene inquadrato in tutta la sua gravità, così come viene data concretezza al lavoro quotidiano svolto dai Centri.
Questi luoghi di ascolto e sostegno hanno accolto nell’anno 2017 complessivamente 20.137 donne, per la gran parte di provenienza italiana (68%) e di meno di un terzo (pari al 26%) provenienti da altri Paesi.
L’autore di violenza è quasi sempre il partner (56% circa dei casi) oppure l’ex partner (quasi il 20%), quindi nel 75,7% dei casi la violenza viene esercitata da un uomo in relazione con la donna.
“La continuità dell’offerta di accoglienza e sostegno alle donne nel tempo crediamo possa far ritenere la Rete Nazionale D.i.Re e, di conseguenza i Centri che ne fanno parte, un’imprescindibile 'istituzione' di cui, chi ha il dovere di intervenire sul fenomeno della violenza alle donne, non può fare a meno”, dicono da Medea.

Accanto ai dati ci sono i fatti.
“Quelli a cui stiamo assistendo con preoccupazione nella nostra città e non solo, che sembrano voler portare indietro il calendario, a un tempo senza libertà e senza voce per le donne.
Troppo spesso, ancora e in vari ambiti, i diritti della donna sono lesi o minacciati; troppe volte la donna non viene protetta, talvolta neppure creduta.
La violenza è l’estrema conseguenza di questo e matura in un clima di misoginia che dobbiamo voler contrastare tutti insieme”.

“Questo è l’augurio che sento di voler rivolgere per il 25 novembre - dichiara Sarah Sclauzero, presidente Me.dea - di sentirsi parte di questa sfida culturale e sociale, perché nessuno può sentirsi davvero chiamato fuori. In occasione del 25 novembre, questa co-partecipazione diventa visibile nelle tante occasioni di incontro e riflessione che vengono promosse. Si tratta di un pezzo importantissimo del lavoro, che pone le basi per lo sviluppo di azioni concrete e durature, capaci di andare oltre la ricorrenza”.

Nella settimana della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, è possibile attraverso il numero 45593 donare 2 euro (solo con SMS da cellulare) o 5/10 euro (solo con chiamata da fisso) al progetto #alidiautonomia di D.i.Re.
La campagna invita a sostenere le oltre 20.000 donne che ogni anno sono accolte dalle 80 organizzazioni della rete D.i.Re nel momento in cui lasciano il centro antiviolenza e riprendono pienamente in mano la propria vita. Le donazioni ricevute, infatti, permetteranno la creazione di un fondo per consentire alle donne vittime di violenza e ai loro figli e figlie in uscita dalle case rifugio di completare il percorso verso la piena autonomia nel medio-lungo periodo.

25/11/2018
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