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Turismo

Dopo svizzeri e olandesi, ora anche gli svedesi cercano casa nel Monferrato

Il Monferrato è una delle zone in Piemonte in cui gli stranieri stanno acquistando di più. Russi, americani oltre ai 'soliti' tedeschi e olandesi. Per giunta dalla Scandinavia si stanno interessando alle nostre colline. Ecco cosa acquistano, e perché
PROVINCIA - Una famiglia olandese recentemente ha acquistato una cascina completamente ristrutturata nel comune di Melazzo per 400 mila euro.
Altri, sempre dai Paesi Bassi e sempre a Melazzo di euro nel hanno spesi 500 mila per garantirsi un buen retiro tra le colline dell’Alto Monferrato, richiamati dal vino e dalla tranquillità. E poi ci sono gli svizzeri che hanno sempre acquistato e ristrutturato nell’Acquese, fino agli statunitensi, nuovi ‘arrivi’ di stranieri che decidono di comprar casa in provincia.

Il  Monferrato piace e conquista il cuore degli stranieri: Unesco o no – Acqui è ai confini con le colline Unesco, ma se orograficamente la differenza è nulla, figuriamoci per un compratore che arriva da mille chilometri – il Monferrato è una delle aree più ricercate in Piemonte da chi arriva da oltre confine. “Le compravendite per il comparto estero stanno aumentando”, dice Andrea Monti, delegato al settore estero regione Piemonte e vice presidente di Alessandria. “L’80% delle nostre vendite è concluso con gli stranieri”, aggiunge. Sono soprattutto famiglie di persone adulte, 45 e i 60 anni, con un livello culturale medio alto; provengono da Svizzera, Germania, Olanda, Danimarca, Inghilterra, ma anche Stati Uniti e Paesi del Nord Europa. Svedesi e norvegesi sono una presenza in aumento in questi luoghi.

Il castello di San Giorgio, ad esempio, in vendita a 3 milioni di euro è oggetto di trattativa con degli svedesi.
Tipologia di immobile ricercato? Il casale tipico in pietra, indipendente su quattro lati con terreno, in posizione panoramica quindi collinare o immerso in una zona di interesse naturalistico.
Le ville devono avere carattere storico, di fine Settecento, Ottocento o liberty.

A trainare la domanda, in forte ascesa, è la posizione del Monferrato “Si coniuga la tranquillità e la quiete della campagna all’opportunità di raggiungere in un’ora di auto il mare, la montagna o altre mete di interesse turistico”, spiega Monti.
Chi arriva dall’estero in queste zone, inoltre, ama l’enogastronomia: “E’ un aspetto molto importante per loro e qui vino e cibo sono al top”, aggiunge.
 
Per gli affitti la richiesta sta aumentando, soprattutto nei periodi estivi.  Le strutture ricercate sono sempre le stesse, casali e cascine tipiche. Si va dalla settimana ai 15 giorni, ma la stagione si è allungata, parte a Pasqua e dura fino ai mesi del tartufo, ottobre e novembre.  “Quello della locazione – sottolinea Monti –  è un mercato che sfugge di mano ed è difficile da monitorare con stime precise. Sappiamo che chi ha acquistato da noi, nei periodi in cui non utilizza l’immobile, lo dà in affitto ai propri connazionali”.
A seconda dell’ubicazione, dei metri quadri, dei servizi, gli affitti si muovono dai 1000 ai 4500 euro a settimana.
 
I comuni della prima cintura di Alessandria esercitano un certo fascino, soprattutto verso la Russia. “Si è creato un piccolo filone a Pietra Marazzi dove i russi hanno comprato di fila 3, 4 ville”, dice Franco Repetto, past president Fiaip Alessandria. “Operazioni non da capogiro, ma interessanti, tra i 200 e i 400mila euro”.

“In città si vende molto a stranieri, non tanto per uso turistico – aggiunge Repetto – ma come prima abitazione. Qualche anno fa – ricorda - Alessandria è stata in cima alla lista delle città in Italia per l’acquisto da parte di stranieri. Un fenomeno importante, frenato poi dalla crisi del mercato immobiliare”.
 Le zone che hanno maggiore presa per gli affitti o le compravendite sono il tortonese, il casalese, l’acquese e l’ovadese dove sono diffuse le case in pietra tipiche del Basso Monferrato, molto ricercate dallo straniero.

Nell’alessandrino invece il mercato dell’affitto turistico fatica a decollare. “Molte case, ville e casali - spiega Repetto - restano vuote, se non addirittura in stato di abbandono, ma  potrebbero al contrario rappresentare una buona fonte di investimento, soprattutto in virtù delle locazioni brevi”.
29/07/2018
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