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Sanità

“Città e salute”? Un 'manifesto' per dire che è possibile

Presentato all'Asl Alessandria insieme alle linee di azione per il benessere della popolazione. Il ruolo fondamentale delle 'Case della salute'
SALUTE – Città e salute? È un rapporto possibile se vengono attuate delle politiche integrate e se vi sono 'contenitori' in cui concretizzare le sinergie che non significano solo diagnosi e cura, ma anche, se soprattutto, prevenzione. Ed è anche possibile portare su un territorio come quello alessandrino, fatto di diversi Comuni centro zona, aree periferiche poco servite e poco abitate, policentrico per definizione, il manifesto 'La salute nelle città: bene comune' messo a punto da Health City – Think Tank dell'Istituto per la competitività 'i-com' e realizzato con il patrocinio di Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Federsanità, Istituto superiore di sanità, Cities changing diabetes.
“L’aumento a livello globale dell’incidenza di malattie non trasmissibili quali il diabete è da attribuire ai maggiori livelli di urbanizzazione, all’invecchiamento della popolazione, agli stili di vita più sedentari e alle diete non salutari” si legge sulla parte introduttiva del 'Manifesto'. E non è un caso se l'Asl Al diretta da Gilberto Gentili non solo ha ospitato la presentazione dell'iniziativa, ma ha anche deciso di scendere in campo con le 'Case della salute', luoghi dove le politiche integrate possono essere concretizzate. Gentili, insieme a Cristina Bargero (deputato e membro della Commissione Attività produttive), Michele Fontefrancesco (sindaco di Lu e membro del tavolo nazionale Anci su Urban Healt), Ezio Labaguer (presidente del Coordinamento associazioni persone con diabete del Piemonte), Alessio Terzi (segretario regionale di Cittadinanzattiva; il presidente regionale è l'alessandrina Mara Scagni) e Mauro Brusa (Promozione educazione alla salute dell'Asl Al) parla di un “decalogo che può essere ripreso nelle 'Case della salute'” e di un impegno specifico rispetto al diabete, una malattia “silenziosa, potenzialmente invalidante, ma che può essere controllata e gestita”. Se il diabete è il primo obiettivo, nel mirino c'è la salute in generale perché “incrementare l'impegno su questo fronte è qualcosa che va oltre il dato clinico per affrontare quello più generale dello 'stare bene'” aggiunge Frontefrancesco, che poi aggiunge: “Gli enti locali sono chiamati a programmare nuove pratiche, così come le strutture che si occupano di sanità stanno modificando strategie e azioni”.

In provincia di Alessandria alla storica, perché prima in ordine di tempo, Casa della salute di Castellazzo Bormida si affiancano quelle di Valenza, Moncalvo, Castelnuovo Scrivia, Arquata Scrivia dove le attività specialistiche di nuova attivazione partiranno fra settembre e dicembre. Sul fronte strutturale l'intervento sulla sede di Castelnuovo Scrivia dovrebbe essere completato fra un anno e mezzo. Nelle Case della salute viene “rimodulata l'offerta sanitaria in funzione della domanda di un tessuto sociale in cui la cronicità e l'invecchiamento della popolazione impongono una diversa organizzazione della cura e delle strutture”. Uno degli obiettivi è “ridurre la via crucis dei pazienti per avere delle risposte alle cose più semplici”, oltre a favorire una cultura diversa anche da parte dei medici di famiglia chiamati “a prendere in carico il malato cronico, sostenuti da una assistenza territoriale autorevole e in grado di dare risposte adeguate e complete”. Una assistenza territoriale in grado, grazie alle Case della salute, di “abbattere il numero di 'codici bianchi' che arrivano nei Pronto soccorso degli ospedali”.

L'azione congiunta vede come protagonisti anche i cittadini attraverso le associazioni di volontariato e di tutela, come nel caso, ma non solo, di Cittadinanzattiva. “Agire sul fronte della cultura alimentare o sull'accesso a pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini significa – è stato ribadito durante la conferenza stampa di presentazione del 'Manifesto' – favorire concretamente l'integrazione tra servizi sanitari, servizi sociali, servizi culturali e ricreativi. Il futuro della sostenibilità dei sistemi sanitari nel mondo non può, però, prescindere dallo studio dei determinati della salute nelle grandi città”. Adesso inizia la seconda fase del processo: concretizzare sul territorio alessandrino gli impegni programmatici del manifesto attraverso il coinvolgimento dei Comuni, delle associazioni di volontariato e, ovviamente, di tutte le strutture sanitarie. 
11/07/2017
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