Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Provincia

Scuole senza dirigenti a dieci giorni dall'inizio

Il mondo della scuola ha gli occhi puntati sul “decreto Renzi”, presentato ieri, che introduce alcune novità, ma solo a partire dal prossimo anno scolastico. E, intanto, mancano all'appello una decina di dirigenti in Provincia e cinquanta insegnati. Con le nuove graduatorie “a pettine” in arrivo oltre duecento insegnati da fuori regione
PROVINCIA – Lo scorso anno – di questo periodo - era “allarme insegnanti” per il blocco della graduatorie. Alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico 2014/2015 a mancare all'appello sono invece soprattutto i dirigenti. In questo caso i numeri sono inferiori: si parla di una decina di dirigenti in altrettante scuole di Alessandria e provincia. Tutta colpa del decreto sulla pubblica amministrazione che ha mandato in pensione forzata un gran numero di dirigenti. “E nel contempo il Ministero ha bloccato nuove nomine per mancanza di risorse”, spiega il segretario provinciale di Cisl Scuola Giuseppe Nosenzo, insieme a Carlo Cervi, membro della segreteria. “Negli anni passati erano state concesse proroghe, laddove c'era la volontà del dirigente di proseguire l'attività. Il decreto Renzi ha però bloccato questa possibilità. Si supplisce con le reggenze, ma certo non è la stessa cosa. Una scuola per funzionare ha bisogno di una guida che si assuma le responsabilità per il quale è pagato”.

E' solo una delle problematiche che, ancora una volta, si registrano nel mondo della scuola.  “Anche quest'anno iniziamo in un clima di incertezza e perplessità”. Se, da un lato, c'è il blocco di assunzioni per i dirigenti, dall'altro c'è la “quota 96” frutto della Legge Fornero, che, al contrario, ha fatto rinviare il pensionamento di un numero considerevole di insegnati che hanno dovuto cambiare prospettiva. Ancora,”c'è la questione delle graduatorie”, spiegano i due sindacalisti. Quelle per le immissioni a ruolo si sono regolarmente chiuse il 30 agosto. Posti, più o meno, tutti coperti, ma si registra l'ingresso di circa 200 insegnanti provenienti da fuori Provincia, se non addirittura fuori Regione: una sorta di flusso migratorio da sud verso nord dovuto alle graduatorie “a pettine”, in cui si tiene conto, cioè, del punteggio e non della provenienza. “Alcuni siti internet indicavano Alessandria tra le sedi in cui c'erano più posti vacanti. Non siamo ai livelli di Milano e Roma, ma sono arrivate almeno 250 domande negli uffici del Provveditorato, di insegnati da fuori zona”. Fatto in sé non negativo, se non per i diretti interessati che,vedendosi assegnare una cattedra,dovranno ora provvedere ad una sistemazioni per i prossimi 3 anni, sempre che non rinuncino all'incarico. Qualche polemica, però, si è registrata.

E' invece caos per quanto riguarda le graduatorie di istituto, quelle ciè alle quali possono attingere i dirigenti per coprire i posti vacanti e le supplenze. “Esiste un regolamento che determina i criteri di attribuzione dei punteggi. Ci sono state diverse interpretazioni – spiega Cervi – con il risultato che insegnanti che hanno coperto lo stesso ruolo si sono visti attribuire punteggi diversi”. Un nodo che andrà risolto nelle prossime settimane.
In fatto di organici, in ogni caso, in tutta la Regione mancano circa ancora 150 insegnati, distributi tra le varie Province. Ad Alessandria sono circa 50 i docenti che in meno, quasi tutti concentrati nelle scuole primarie. Anche in questo caso si tratta di uno dei paradossi della scuola italiana. Vista la carenza di organico registrata negli anni scorsi, in alcuni istituti si è ricorso ad una serie di “anticipo” sulle assunzioni, integrando in organico una quota parte del personale previsto per l'anno successivo. A budget esaurito, il governo non consente deroghe e chi ha “anticipato” l'organico, non potrà farlo anche quest'anno (ossia non potranno essere assegnati ad una scuola insegnanti in più rispetto a quelli già presenti). Risultato: “si rischiano maxi classi da 30 – 32 alunni, soprattutto nelle scuole superiori”.

C'è, infine, il pacchetto di proposte lanciato dal premier Matteo Renzi che apre il dibattito su una serie di questioni: quella dei “premi” riconosciuti agli insegnanti più meritevoli, lo stop al precariato, gli investimenti. “Di positivo – dicono Cervi e Nosenzo – è che la scuola e la cultura sono temi tornati al centro del dibattito politico. Noi, come sindacato, non siamo contrari, ma alle parole devono seguire i fatti concreti. Tutto starà nel vedere come,ad esempio, i criteri di valutazione verranno costruiti. In Italia ogni governo, negli ultimi 20 anni, ha voluto mettere il proprio cappello su una riforma, creando solo confusione. La scuola ha tempi lunghi, gli effetti di una riforma si vedono e hanno effetti solo anni dopo. Renzi intende ascoltare la voce di chi la scuola la fa e la vive? Bene. Auguriamoci che tenga conto davvero di tutte le voci e non solo di quelle che fanno comodo”.
4/09/2014
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
La Barbera Incontra 2018 - Tre giorni di Musica, spettacolo, dibattiti e divertimento
La Barbera Incontra 2018 - Tre giorni di Musica, spettacolo, dibattiti e divertimento
Passodopopasso Attraverso i miei occhi - Un aiuto per Karoona
Passodopopasso Attraverso i miei occhi - Un aiuto per Karoona
Uno sguardo al futuro: undici artisti indagano sul nostro domani
Uno sguardo al futuro: undici artisti indagano sul nostro domani
La Barbera Incontra 15-16-17 giugno 2018 San Damiano d'Asti
La Barbera Incontra 15-16-17 giugno 2018 San Damiano d'Asti
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" a Valenza domenica 17 giugno
L’originale Consorzio "Gli Ambulanti di Forte dei Marmi" a Valenza domenica 17 giugno