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Provincia

Il Ministero precisa: "Per la discarica di Sezzadio nessun ok, continuiamo a monitorare"

"L'autorizzazione è antecedente alla revisione del Piano di tutela delle acque e nel nuovo PTA non è previsto un divieto assoluto per le discariche di rifiuti non pericolosi" si legge nella nota diramata dal Ministero dell'Ambiente
PROVINCIA - "Nessuna autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente alla dscarica di Sezzadio", anche perché in via ufficiale ci aveva già pensato la Provincia nel febbraio 2016.

Con un comunicato diramato nella giornata di venerdì 19 "a seguito di notizie stampa secondo cui il Ministero avrebbe "autorizzato" la discarica", il dicastero romano ha voluto precisare che "la discarica è stata autorizzata antecedentemente il perfezionamento del procedimento di revisione del Piano di tutela della acque regionale, e che nel nuovo PTA in fase di definitiva approvazione non è stato previsto un divieto assoluto alla realizzazione di nuove discariche per rifiuti non pericolosi in aree di ricarica degli acquiferi profondi". Di conseguenza, "spetta all'autorità competente (ovvero la Regione, ndr)" e non al Ministero dell'Ambiente "l'acquisizione di ogni utile elemento informativo per una rivalutazione generale dell'intervento autorizzato", rivalutazione che "deve essere oggettiva, proporzionata e non discriminatoria". Da Roma fanno poi sapere che gli approfondimenti dei tecnici dell'Ispra - invocati dall'on. Federico Fornaro nell'interrogazione alla Camera del 10 aprile - sarebbero ancora in corso e che il loro esito sarà fornito alle autorità competenti "al fine di meglio indirizzare le valutazioni di specifica competenza degli enti preposti".

Nessun 'ok', quindi, ma a quanto sembra nemmeno alcuno stop alla realizzazione della discarica a Cascina Borio potrà comunque arrivare da parte del Ministero che, oltre a non averne facoltà, ribadisce in sostanza quanto già espresso nella risposta del 10 aprile all'interrogazione presentata dall'on. Fornaro, dove viene precisato che in base allo studio effettuato da ATO6 sugli acquiferi profondi dell'Alessandrino "l'area sulla quale insiste il progetto è inclusa nelle aree di ricarica in cui, per quanto riguarda le discariche di rifiuti non pericolosi, è ammessa la realizzazione di nuovi impianti, purché siano garantite maggiori protezioni del terreno e delle acque sotterranee". Una situazione di cui, di fatto, il Ministero prende atto, impegnandosi però a portare avanti un "costante monitoraggio".
 
20/04/2019
Alessandro Francini - sport@alessandrianews.it
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