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Economia e lavoro

Da Roma a Hong Kong, i grandi vini in tour

Parla molto alessandrino il consorzio 'Piemonte Land of perfection' che domani scende in campo nella città eterna insieme a una degustazione di prodotti tipici. Intanto ha chiuso con successo l'evento della Fivi
ECONOMIA E LAVORO - È uno dei migliori ambasciatori del territorio ed è quello che favorisce la più veloce identificazione con un'area ben precisa dell'Italia. È il vino. Che del Piemonte è oggi una delle immagini più forti e autentiche. E che domani, mercoledì, arriva a Roma per iniziare dalla città eterna un tour mondiale che porterà una ampia selezione di etichette piemontesi nei più qualificati mercati internazionali. Il veicolo è quello del Consorzio Piemonte land of perfection che ha messo a punto una campagna di promozione che lo porterà da Roma a Bordeaux, fino a Hong Kong. L'evento si intitola “Il Piemonte a Palazzo” e andrà in scena, sostenuto dalla Regione Piemonte, domani alle 11.30 a Palazzo Brancaccio a Roma.

Sarà l'occasione per presentare a giornalisti e invitati le eccellenze del Piemonte, dal vino alla cucina (il capitolo gastronomico sarà affidato a Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento di Treiso, in provincia di Cuneo), i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall'Unesco, ma anche i risvolti socio-economici di un territorio in profondo cambiamento. L'iniziativa parla anche alessandrino. Infatti quasi la metà delle produzioni che fanno capo ai consorzi che partecipano appartengono al territorio della provincia di Alessandria. Piemonte Land of perfection nasce il 29 luglio 2011 e riunisce infatti i Consorzi di tutela del vino del Piemonte e una delle principali associazioni di viticoltori. I soci sono Consorzio dell’Asti, Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Consorzio della Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato, Consorzio del Gavi, Consorzio del Brachetto d’Acqui, Consorzio del Roero, Consorzio Caluso Carema e Canavese, Consorzio della Freisa di Chieri e Collina Torinese, Consorzio dell’Alta Langa, Consorzio dei Colli Tortonesi e la Vignaioli Piemontesi. Insieme rappresentano oltre il novanta per cento della produzione vitivinicola del Piemonte.

I numeri sono positivamente pesanti: circa ottomila aziende vitivinicole, 43.500 ettari di vigneto (circa il sette per cento italiano), quasi un miliardo di euro il valore dell’export di vino con il Piemonte che esporta circa il sessanta per cento del vino in bottiglia: il settanta per cento viene assorbito dai Paesi dell'Unione europea, il resto finisce sui mercati extra Ue. Che il Piemonte sia terra di vini di qualità (ma anche e ancora di frammentazioni eccessive di territorio, aziende, etichette) lo dimostra il successo dei produttori della regione che hanno partecipato alla sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti che ha chiuso con più di novemila ingressi la recente 'due giorni' di Piacenza. La Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) è nata con lo scopo di “rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani”. Uno dei vicepresidenti è Walter Massa di Monleale, il papà del Timorasso, antico vitigno dimenticato e riscoperto proprio da Massa. “Non siamo alternativi – spiega - ad alcun organismo che fino ad ora si occupato di vino sia sotto il profilo produttivo sia burocratico e legislativo in Italia. Pur non mettendo in discussione l'indipendenza intellettuale, di coltivazione, produttiva, di stile e di mercato, oggi risulta indispensabile un referente forte e preparato che faccia da collettore a tutti i problemi che nascono nella vigna e durante tutto il percorso fino al consumatore finale”. 
29/11/2016
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