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Provincia

“La spese per calamità siano escluse dal patto di stabilità”

Dai Comuni un fronte unito per chiedere al Governo di togliere dal patto di stabilità le spese sostenute per le calamità naturali. Rossa: “Ho fatto la richiesta a Renzi durante il direttivo nazionale del Pd”. Il problema potrebbe essere la copertura finanziaria. In Provincia i valore danni dell'alluvione di lunedì scorso ammonta circa a 50 milioni
PROVINCIA - “Dodici milioni di danni accertati, più di venti per i danni subiti da acquedotti e impianti di depurazione”. E' il conto, a spanne, che il neo presidente della Provincia Rita Rossa fa ad una settimana dall'alluvione che ha colpito il Basso Piemonte. Strade disastrate e acquedotti in tilt (sono ancora oltre 14 mila gli abitanti senza acqua potabile peri disastri alle reti acquedottistiche). E il conto potrebbe ancora salire. Intanto a Roma si discute di patto di stabilità a più livelli: ne hanno parlato i sindaci, riuniti nell'associazione presieduta da Piero Fassino, se ne discute all'interno del direttivo nazionale del Pd. “Ho fatto presente la questione direttamente a Renzi – spiega Rita Rossa – ma tutto dipende dal ministero delle Finanze”.
Anche Federico Fornaro, senatore ed ex sindaco di Castelletto d'Orba (nella foto), uno dei paesi più colpiti, crede che togliere le spese sostenute dal patto potrebbe essere la soluzione: “ne stiamo ragionando, ma il problema potrebbe essere quello della copertura finanziaria per il 2014. Ritengo che si possa però andare in quella direzione”.
Proprio ieri, alSenato il ministro dell'Ambiente Galletti, nell'informativa del Governo sui recenti eventi alluvionali, "non ha citato l'alluvione che ha interessato il 13 ottobre scorso decine di comuni della provincia di Alessandria, nonostante ad oggi ci siano ancora 54 sfollati e 14.554 cittadini in 13 comuni siano senza acqua potabile" dice Fornaro. "Gli ho ricordato che i cittadini, le imprese e i sindaci chiedono alle Istituzioni di non essere dimenticati: nella legge di stabilità 2015 sarà necessario reperire risorse e dovranno essere esclusi dal patto di stabilità di Provincia e comuni le opere per la tutela dell'assetto idrogeologico e gli interventi oggetto in questi giorni di ordinanze dei sindaci per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua e delle strade. Ho colto anche l'occasione per ringraziare lo straordinario impegno dei volontari, della Protezione Civile, dei tecnici della Provincia e dei comuni, le forze dell'ordine e per rivolgere un pensiero ai sindaci, agli amministratori, alle famiglie e alle imprese colpite dalla furia delle acque".
Il sindaco di Novi Ligure, Rocco Muliere, dice a chiare lettere: "se non verrà concessa questa possibilità, siamo nella condizione di non poter accedere a risorse, ad esempio un mutuo, per coprire le spese. Solo a Novi i danni ammontano a 2,5 milioni di euro".
Anche la Lega Nord si fa promotore della proposta: “Alla luce degli ultimi avvenimenti alluvionali, ormai purtroppo ricorrenti nel nostro territorio, la Lega Nord ritiene utile che lo svincolo dalla morsa del patto di stabilità venga estesa anche alle spese sostenute dagli enti locali per le calamità naturali” dice Roberto Sarti, presidente gruppo Lega Nord Alessandria . “Oggi gli enti locali sono al tempo stesso penalizzati dalla Legge di Stabilità del Governo Renzi che comporta tagli di trasferimenti per circa 4 miliardi di euro e dagli eventi calamitosi che si verificano in maniera sempre più frequente. Il nostro territorio, per propria conformazione geomorfologica è soggetto a calamità naturali di varia natura. L’abbandono delle zone montane, i disboscamenti, l’occupazione di aree fluviali, la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua sono fra le cause di molti drammatici eventi, come quelli verificatosi negli ultimi giorni. Indispensabile appare quindi sostenere le opere di prevenzione attraverso un maggior controllo del territorio e una opportuna revisione delle competenze, passando da una cultura basata sugli interventi emergenziali a quella dello sviluppo di una adeguata politica di previsione e di prevenzione finalizzata alla riduzione della vulnerabilità del territorio”.
Continua Sarti: “La Lega (che già una volta si è vista respingere un emendamento in sede parlamentare, ndr) continuerà a portare avanti questa battaglia di giustizia nei confronti dei cittadini che hanno subito danni materiali come la perdita della casa o addirittura vittime in famiglia. Chiediamo se quelle stesse forze politiche che hanno ottenuto un risultato positivo ed incoraggiante nella annosa battaglia contro l’amianto sono disposte a collaborare affinché il cappio del Patto di Stabilità venga definitivamente allentato per le opere finalizzate alla prevenzione di eventi derivanti dal sempre più grave dissesto idrogeologico”.

L'eurodeputato Alberto Cirio chiede invece l'accesso al Fondo di solidarietà: “Lunedì la plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo si è aperta con la discussione sull’emergenza maltempo che, negli ultimi giorni, ha colpito non solo il nostro ma anche altri Paesi d’Europa - continua Cirio - Ma mentre come delegazione italiana ci battevamo perché l’Ue facesse la sua parte, stanziando dal Fondo di solidarietà i soldi necessari agli alluvionati piemontesi, liguri e delle altre regioni che hanno subito ingenti danni, il commissario alla Salute Borg ci ha comunicato che sul Fondo sono già pronte le risorse necessarie, ma che ad oggi il Governo Renzi non ne ha ancora fatto alcuna richiesta. A quasi due settimane dalla calamità è semplicemente inconcepibile ed inaccettabile. Mi chiedo Renzi cosa aspetti, perché di certo l’Europa non aspetta noi. Il rischio è quello di perdere queste risorse, perché il Fondo è unico per tutti i Paesi europei, ma non inesauribile. Se l’Italia non si sveglia - conclude l’onorevole Cirio -  il risultato sarà, ancora una volta, vedere gli altri Paesi ottenere fondi che avremmo potuto utilizzare anche noi.”.
22/10/2014
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