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Novi Ligure

'Noi, i nativi democratici!'

Parlano della politica nazionale e locale, ma anche della realta' che li circonda e di cosa faranno 'da grandi'. Sono i Giovani Democratici novesi, ragazzi poco piu' che ventenni la cui passione politica e' nata nelle 'giovanili' del Pd
 NOVI LIGURE - Si definiscono "una generazione di ventenni disincantati, non solo in politica" e concordano sul fatto che «l’alleanza con Berlusconi non piace a nessuno, ma la priorità oggi è far ripartire il Paese ». Sono “nativi democratici”, nel senso che, per evidenti ragioni anagrafiche, la loro esperienza politica è nata all’interno delle “giovanili” del Partito Democratico; sorridono all’idea che chi è più anziano e figlio di altre logiche, cerchi di capire se si sentano figli dell’ex Pci, piuttosto che della Democrazia Cristiana. "Noi siamo proprio un’altra cosa, nel frattempo è cambiato il mondo".
Li incontriamo nella sala riunioni del Pd novese, per una conversazione che guarda alla realtà nazionale e locale con gli occhi di ragazzi politicamente impegnati, ma anche immersi nella vita cittadina e universitaria. Sono quattro, tutti maschi ("ma per pura coincidenza: doveva esserci anche una nostra amica"), tra i 21 e i 23 anni.

È Stefano Leardi, segretario dei giovani democratici novesi, a rompere il ghiaccio: "Non è che questa strana alleanza Pd, Scelta Civica e Pdl, a sostegno del governo Letta mi convinca pienamente. Senz’altro è un’altra storia, rispetto a chi va a scomodare il compromesso storico. Qui il problema è la vera emergenza che oggi il Paese vive. Il mio timore è che si finisca per accor-darsi su una serie di compromessi “al ribasso”, mentre soltanto con un vero colpo d’ala e la messa a punto di riforme istitu-zionali ed economiche rapide ed efficaci possiamo sperare di uscire dalla situazione in cui siamo precipitati. Capisco però che ci sia chi dice: questi in fondo sono gli stessi partiti che sostennero il governo Monti. Se allora le riforme sono state appena abbozzate perché dovrebbe riuscirci Letta? Le grandi difficoltà che stanno vivendo Berlusconi da un lato e il Pd dall’altro, potrebbero pesare, e in negativo".

È Daniele Gualco, a questo punto, a intervenire: "Verissimo, ma a dare la svolta in autunno possiamo essere soltanto noi, facendolo nascere davvero, questo Pd: oggi di Pd ne esistono diversi, spesso in contrapposizione tra loro. Dobbiamo confrontarci su tutto, ma con l’obiettivo di arrivare a una sintesi vera, per imboccare una strada di cambiamento». Esiste, secondo i giovani democratici novesi, un concreto rischio di scissione? «Speriamo che si trovi un’intesa vasta su un progetto di Paese – continua Daniele – ma l’unità a tutti i costi non avrebbe senso, se mancasse una reale condivisione di contenuti, di strategia. Personalmente rimango convinto che la soluzione, magari con la necessaria gradualità, stia nei nativi democratici, come siamo noi e tanti altri".

Insomma, nessuna epurazione e massimo dialogo tra generazioni ed esperienze diverse: ma solo quando gli ex Pci ed ex Dc "allenteranno un po’ la presa" e a emergere saranno le istanze, i volti, di una nuova classe dirigente, il Pd potrà dirsi un partito nuovo, in grado di farsi interprete dell’Italia di domani, e non di ieri. E’ sul tema del conflitto generazionale che i giovani democratici novesi “frenano”, nel timore di essere fraintesi: "Nessuno deve farsi da parte per forza – precisa Alessio Mastella – così come niente è dovuto per ragioni anagrafiche. Chi vuole spazio deve saperselo conquistare, con la forza delle idee e delle proposte. Nessuno deve essere spazzato via: semmai deve es-serci un forte travaso tra generazioni, con spirito collaborativo".

Ed eccoci al piano locale. A Novi, tra i ventenni almeno, è tornato di moda l’impegno politico? "Non esageriamo – sorride Stefano Leardi – non abbiamo la pretesa di essere rappresentativi di una generazione. Certamente nel Pd novese esiste un bel gruppo, di 25-30 ventenni, iscritti e frequentanti, diciamo così, ma ci sono anche altri nostri amici che simpatizzano, senza essere tesserati".
Su una questione gli intervistati concordano: il Pd novese continua a essere una sorta di “isola felice”, in cui le nuove gene-razioni vengono accolte all’insegna del confronto e senza spocchia o diktat da parte dei “fratelli maggiori” o degli anziani. "siamo abituati a dialogare – spiega Alessio Mastella – e a essere ascoltati, un po’ da tutti".

Consapevoli e informati, ma anche umili al punto giusto, i ragazzi del Pd novese non vogliono strafare: "Non abbiamo un nostro candidato per le primarie – spiega Leardi – e neanche nessuno di noi avrebbe la presunzione di proporsi: fare l’amministratore locale richiede competenze serie, che si co-struiscono nel tempo, come crediamo che la giunta Robbiano abbia ampiamente dimostrato. Come evidenziamo quando parliamo con amici o conoscenti, meno vicini di noi alla politica: come si fa a criticare l’operato di amministratori che sono riusciti a risanare i conti dell’ente a tal punto, da ridurre le tasse ai cittadini?".

E i 5 Stelle novesi? "Conosciamo elettori di Grillo – spiega Daniele Gualco – e ci confrontiamo con loro senza nessuna pre-clusione ideologica. L’impressione è che se i partiti tradizionali, compreso il nostro, avessero preso per tempo alcune semplici decisioni, come la riduzione del numero dei parlamentari e della loro retribuzione, il Movimento 5 Stelle non avrebbe fatto “il botto” che ha fatto anche a Novi. Loro sono un sintomo del disagio della società, non certo la soluzione".

Ma cosa faranno da grandi questi giovani democratici novesi? Oggi tutti e quattro studenti universitari a Genova, hanno sguardo disincantato, ma anche aperto al nuovo: "Novi è casa nostra – conclude Stefano Leardi – e la amiamo, ma naturalmente ognuno di noi seguirà credo le proprie inclinazioni, pas-sioni, interessi. Il nostro orizzonte lavorativo deve essere per forza di cose non solo nazionale, ma almeno europeo".

L'intervista completa è sul Novese in edicola fino a mercoledì 12
11/06/2013
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