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Politica

La provincia che verrà, “un quadro a tinte sfumate”

Entro la fine dell'anno la Regione dovrà definire quali funzioni affidare alla nuove province. L'assessore regionale Reschigna, ad Alessandria, anticipa: “pensiamo ad un forte decentramento”. Su turismo e ciclo dell'acqua e dei rifiuti “servono però ragionamenti su area vasta”. Sul Terzo Valico: “il 18 ottobre Chiamparino spiegherà cosa stiamo facendo”
PROVINCIA – La Provincia che verrà “è un quadro a tinte sfumate”. Colpa di una riforma “che per metà è amministrativa e per metà Costituzionale” e voluta “forse con troppa fretta”. Frasi raccolte tra il palco e la platea del salone della ex Taglieria del Pelo di Alessandria dove, ieri, l'assessore regionale al Bilancio Aldo Reschigna ha tirato la volata alla candidata alla presidenza della Provincia Rita Rossa.
Il presidente che uscirà dalle urne il prossimo 12 ottobre (i candidati sono Rita Rossa per Pd, Sel e Moderati, Paolo Borasio per il centro destra) sarà sicuramente un amministratore chiamato a gestire una transizione non facile. Si sa da dove si parte, non si conosce ancora la meta.
Entro fine anno le Regione dovranno presentare al governo centrale un disegno di riassegnazione delle funzioni. A Torino inizieranno dalla prossima settimana una serie di incontri con enti, istituzioni, associazioni di categoria, per capire dove andare a parare. Nonostante i limiti, “questa riforma può diventare una straordinaria occasione di cambiamento”. E' un'iniezione di fiducia che Reschigna cerca di infondere agli amministratori Pd presenti. La legge individua tre funzioni che resteranno in capo alle nuove province: scuole, viabilità, programmazione ambientale. Cultura, formazione professionale, trasporto locale su gomma, politica estrattiva potrebbero essere riaffidate, aggiunge l'assessore.
Per il resto “occorre ripensare al sistema evitando centralismi” ma anche “parcellizzazioni che alla fine isperdono risorse”. Si torna a parlare di “area vasta” che per Alessandria potrebbe voler dire un matrimonio con Asti e Cuneo, o porzioni di territorio di queste su temi come il turismo e la gestione del ciclo delle acque e dei rifiuti. “Il sistema delle agenzie turistiche territoriali è da superare” dice Reschigna. 
Tre mesi di tempo per ridisegnare la mappa del Piemonte, perchè oltre alla riforma delle province c'è anche quella dei piccoli comuni che si devono aggregare per la gestione delle funzioni. La sfida più pesnate, però, potrebbe essere quella della chiusura del bilancio. “Faremo fatica. La regione spende da 15 anni più di quanto incassa. Abbiamo 650 milioni di rate di mutui da pagare, tre volte tanto quelle di Toscana, Emilia Romagna e Veneto”. Per le province, sembra la logica conclusione, non resteranno che briciole.
Il candidato Rossa pensa ad una provincia che faccia da “regista” dei cambiamenti, da cuscinetto tra il territorio e i soggetti più grandi e che sappia costruire un progetto di territorio. Ricorda occasioni perse per le troppe divisioni, come la partita della logistica. “Energia e territorio era tornata dalla Cina con un protocollo di intesa per investimenti importanti. Fu la giunta Fabbio a cambiare la destinazione urbanistica dell'area individuata”, puntualizza. E ora il Terzo Valico.
Raccoglie la palla lanciata Luigi Tosi direttore del collegio costruttori edili, per chiedere a Reschigna una presenza della Regione più forte: “il Piemonte ha la legge 4, quella sulle ricadute per il territorio derivanti dalla grandi opere, la Liguria non ce l'ha, ma ola Liguria è riuscita a fare assumere 400 operai nei cantieri, il Piemonte no”. Risponde Reschigna annunciando la visita, il prossimo 18 ottobre, ad Alessandria di Chiamparino e della giunta in Provincia: “sarà quello il luogo e il momento in cui diremo cosa stiamo facendo. Resto convinto che un Piemonte senza infrastrutture non ha futuro”.
3/10/2014
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