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Politica

Grande Amag: "Amv è un'azienda decotta". Perché questa scelta?

La seconda puntata della "Grande Amag" e del nuovo ingresso dell'azienda valenzana passa in commissione Bilancio non senza polemiche e perplessità. Fabbio: "abbiamo visionato bilanci? Sappiamo di quanti dipendenti stiamo parlando?". Alla città dell'oro conviene, ma "quale vantaggio per Alessandria?"
 POLITICA - Se da un lato c'erano i dubbi dei Moderati, gruppo di maggioranza, sulla questione del finanziamento ad Aral per la discarica di Solero, dall'altro ci sono le perplessità della minoranza, in particolare dell'ex sindaco, Piercarlo Fabbio, sul possibile nuovo ingresso nella Grande Amag della società Amv Srl di Valenza. Tutto un processo, quello portato avanti dalla giunta di Rita Rossa che viene definito come “non coerente” dal presidente del gruppo del Pdl, in vista del nuovo decreto legislativo della cosiddetta “Spending Review 2”. “Si va sempre più verso una razionalizzazione delle partecipate, e una loro riduzione, mentre noi cosa facciamo? - domanda ironicamente Fabbio – Noi ne faremo di più con lo spacchettamento di quelle oggi esistenti”. E ora la novità è l'ingresso – ancora tenuto “sulla corda” dalla città dell'oro – della società valenza: “è una possibilità favorevole per il comune di Valenza, visto che si tratta – almeno secondo quanto si sa – di un'azienda decotta” interviene Fabbio. “Ma noi prima di fare questa proposta abbiamo guardato i bilanci e la situazione di questa azienda? Di quanto personale conta? Insomma cosa sappiamo di Amv? Mettendo insieme due debolezze non si fa una forza”.

“I risultati non arriveranno nemmeno tenendole tutte sparpagliate le debolezze” risponde l'assessore al Bilancio nella seconda seduta di commissione, Giorgio Abonante. Che prosegue: “noi potevamo anche soffermarci di più sui singoli bilanci di Amv, ma comunque questa azienda rientrerebbe nel piano industriale complessivo, ben più grande, della holding Amag che come già ribadito più volte è il passaggio essenziale per proseguire su questo percorso”. Valenza – che è già in Aral – entra in Amag per la filiera rifiuti, “ma ad esempio per la distribuzione rete gas, si appoggia ad un'altra azienda” ricorda Fabbio. Quindi Alessandria, socio di maggioranza di Amag, non trae vantaggio nemmeno da questo fronte....che è forse quello più redditizio. “Facciamo come già successo con la Scagni – aggiunge il commissario Maurizio Sciaudone – che abbiamo voluto integrare nel sistema idrico tutti i piccoli comuni, gli abbiamo rifatto tutte le reti.....solo con perdite, e nessun vantaggio”. “Perché prendere questa società...che magari può dannergiarci?” chiede Sciaudone.

Il rapporto con Valenza è “naturale” è la risposta che arriva dall'assessore. “Vicinanza, prossimità anche di economie che sono tutte oggettive”. E poi come ripetuto già nella prima esposizione dell'atto d'indirizzo, l'assessore conferma la visione di “integrazione” di questa azienda nel progetto Multiutility, che non può fare altro che “completare”. Un passo questo ritenuto “tradivo” dal presidente Renzo Penna di Sel: “arriviamo in ritardo nel mettere insieme le aziende per un unico e omogeneo servizio quale quello che riguarda la raccolta e smaltimento dei rifiuti”. E poi per non far scordare l'importanza della partita che riguarda Aral e che riguarda in particolare la “discarica di Solero” chiede all'assessore quanti lotti siano ancora previsti e come mai il primo si sia esaurito in così breve tempo. “Sono sei i lotti previsti. Il secondo lotto – quello del finanziamento – è necessario per il bene pubblico” risponde Abonante. Mentre sulla seconda domanda la risposta se la dà già da solo il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, ricordando come “Aral conferisce per il 70% rifiuti da fuori, da Liguria e Lombardia”.Cosa che ora non potrà fare più.

Tra discariche e new entry, resta il problema di “poca sostanza” ancora che ha portato i due gruppi di opposizione (Pdl e M5S) a votare contro in commissione (e si presume faranno lo stesso in sede di Consiglio comunale domani, 25 luglio ndr). L'atto d'indirizzo, ritenuto “qualcosina di più” sia dall'assessore che dall'ex sindaco proprio per il suo carattere “operativo” è stato invece votato favorevolmente dai commissario di maggioranza, Moderati compresi.
24/07/2014
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