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Provincia

Filippi: "lascio un ente con i conti a posto a chi verrà dopo di me"

Paolo Filippi, alla vigilia della scadenza del mandato, traccia un bilancio dei suoi 10 anni da presidente. "Abbiamo investito si strade e scuole", dice. Approvato anche il documento contabile per il 2014: spese correnti ridotte a 84 milioni. "Ora è il Governo a decidere come fare proseguire la vita dell'ente"
PROVINCIA - “Lasciamo a chi verrà dopo di noi la miglior situazione possibile”. Sembra quasi che manchino le parole a Paolo Filippi, presidente per due mandati della Provincia di Alessandria, per raccontare dieci anni a palazzo Ghilini. Non fa un bilancio vero e proprio, si concentra, piuttosto, sull'ultima fatica della sua giunta: approvare il documento contabile 2014. Se lo è praticamente “discusso” e votato da solo, poiché la legge Delrio di riordino della province ha imposto lo scioglimento del consiglio e l'accentramento delle funzioni nelle mani del presidente, fino alla mezzanotte di lunedì 13. Da martedì mattina entrerà in carica il nuovo presidente, eletto nella giornata di domenica dai circa duemila consiglieri comunali e sindaci dei comuni della provincia.
Non è da Filippi usare toni pacati e poche parole. Sarà la commozione, sarà la fatica degli ultimi mesi di “cambiamento”. “Approviamo un bilancio in pareggio, una fatica in meno per chi verrà dopo. Biella ha già dichiarato il dissesto, Asti è a rischio e Torino ha già annunciato che non ha i fondi per togliere la neve dalle strade”. La Provincia di Alessandria, invece, chiude con un documento da 149 milioni di euro e una spesa corrente che pareggia per 84 milioni. “Una riforma che arriva in ritardo – commenta Filippi – e il cui unico effetto è stato quello dei tagli”.
Da 115 milioni la spesa si è ridotta ad 84. Per il presidente uscente è un risultato positivo. I dipendenti, in dieci anni, sono scesi di 100 unità. “Altri 60 andranno in pensione nei prossimi tre anni”, dice. Sono riusciti ad “agganciarsi” alle maglie della legge Fornero e porteranno ad un risparmio di 1 milione di euro circa. Come se i meriti dell'ente si contassero in base al numero di persone andate in pensione.
Il punto è che la Provincia che arriverà da martedì in poi “non sarà più la stessa”. “Mancano ancora i decreti attuativi dellalegge”, conferma Filippi. Quindi non è ancora dato sapere quali servizi continueranno ad essere gestiti da palazzo Ghilini e quali, invece, torneranno in capo alla Regione, per essere, magari, riaffidati alla Provincia.
Sono in diminuzione le spese per mutui: “800 mila euro la rata annuale. Del resto non ne abbiamo più fatti”. Le entrate fanno leva sulle multe (si prevedono 9 milioni di euro dalle sanzioni per eccesso di velocità e 2,6 milioni a seguito dell'adozione del sistema Lince, che rileva le auto non in regola con la copertura assicurativa). Altre entrate “proprie” non ce ne sono.
Dismesse tutte le partecipate, ad eccezione di Slala e Isral, considerate “strategiche”. Su Energia e Territorio, finita recentemente agli onori della cronaca nazionale, Filippi è sereno: “c'è una delibera di consiglio provinciale che ha approvato la fideiussione al mutuo fatto per infrastrutturare il territorio”. Poi è arrivata la crisi, ma la domanda di dotare i comuni più marginali di banda larga c'era da parte di sindaci dei comuni, assicura il presidente uscente. Il viaggio in Cina? "non ha portato ai risultati sperati", ammette. 
Insomma, “Riteniamo di aver fatto un ottimo lavoro in questi anni di difficoltà”, dice Filippi. Ricorda le tangenziali realizzate, quella di Morano e di Valenza, il completamento della tangenziale di Alessandria e, soprattutto, il raddoppio del tratto di strada tra il capoluogo e Spinetta. Ma anche la manutenzione sugli edifici scolastici e il completamento del polo di Ovada.
“Lasciamo quindi una Provincia ‘in regola’ con molte incertezze sul futuro di un Ente che fra pochi giorni continuerà ad ‘esistere’ in modo diverso in attesa che il Governo decida come farla proseguire”, conclude.
E nel futuro di Paolo Filippi? "torno a lavorare", dice. Intanto si è iscirtto al Pd, partito con il quale ha avuto un rapporto difficile ultimamente. "Mi sono candidato alle ultime due primarie e ho rinunciato a quelle da parlamentare per non dovermi dimettere. Ho sottoscritto il documento di impegno all'atto della candidatura. Per me vale". 
10/10/2014
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