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Alessandria

“Abbattere i muri e costruire ponti”. Renzi in Cittadella esorta: “basta lamentarsi”

Il Premier in visita al ponte Meier e alla Cittadella, “simbolo per la costruzione di un'idea di comunità forte”. Rita Rossa? “particolarmente insistente sulla Cittadella, ma è un merito”
ALESSANDRIA – Stringe mani, si concede alle richieste di selfie, come nelle suo miglior copione, il premier Matteo Renzi in visita ad Alessandria. Non proprio un'improvvisata, ma il tempo di preavviso è stato davvero breve: era stato annunciato lunedì pomeriggio dal sindaco Rita Rossa. Inviti spediti a tutti i sindaci del territorio e alle autorità, rappresentanti di associazioni di categoria,imprenditori, sindacati. Non c'era la grande folla ad attenderlo davanti al ponte Meier. Oltre alle istituzioni solo qualche curioso e un contastatore (di Forza Nuova), prontamente allontanato.
“Scusate il ritardo”, esordisce nella sala del Fai in Cittadella, dopo la breve passeggiata sul ponte Meier. Ritardo di una mezz'ora sulla tabella di marcia del giorno, e di qualche settimana sull'inaugurazione del ponte Meier, alla quale aveva annunciato la sua presenza, poi saltata.
Di Rita Rossa dice che “è stata pressante” a proposito dei fondi per la Cittadella, ma – aggiunge - “è un merito”. Così la fortezza militare diventa un “simbolo”, di recupero di un'identità nazionale, del senso di comunità. E' un Renzi patriottico quello di ieri, ad Alessandria. “Basta lamentarsi, basta fare l'elenco delle cose che non vanno”.
Rossa, che ha fatto gli onori di casa, ricorda del resto di aver portato la città “fuori dal dissesto”. “Eravamo strangolati da 300 milioni di debiti, ci siamo rimboccati le maniche. Vado avanti a testa alta, nonostante le classifiche periodiche de Il Sole 24 Ore mi mettano nella lista dei sindaci meno amati”. Dice di voler guardare al futuro, Rossa, grazie anche ad un “Governo che ci è stato vicino”.
Ora si attende la conferma dei fondi per il Bando Periferie, finanziamenti che consentirebbero di di realizzare il secondo ponte sul Bormida. E quelli per il recupero del Cittadella. 
Renzi parla di Europa, davanti alla quale non bisogna solo “obbedire” o “chiedere di uscire”. C'è una “terza via”, dice, quella di un'Italia protagonista.
Fa l'esempio delle politiche sull'accoglienza: “o si è solidali sempre, oppure no. Noi abbiamo fatto la nostra parte”. Vuole ripartire dalle scuole, Renzi, “che vengono prima dei fondi che l'Italia versa all'Europa”.
E ancora: “l'Italia non è quella degli stereotipi, non è l'italietta, deve tornare ad essere protagonista. Sull'accoglienza stiamo dando una lezione a tutti”.
Evita di entrare direttamente sulla questione del referendum costituzionale, ma è evidente che, per lui, il cambiamento passa anche dal “sì”. Fa un altro esempio, quello sulla legge sui piccoli comuni. “Ha già avuto quattro passaggi in Parlamento e si avvia al quinto, direi che sono abbastanza”, anche se il vero nodo sarà “incrementare il fondo”. Almeno di ottimismo Renzi ne ha di scorta. 
9/11/2016
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