Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Lettere al direttore

Lettera aperta agli alessandrini

LETTERE AL DIRETTORE - In Consiglio Comunale, la montagna ha finalmente partorito il topolino. Dopo ben due anni e rotti di stenuanti discussioni, e poco importa se avremmo potuto farlo in un mese, finalmente è stata approvata la variazione dello Statuto Comunale che introduce l’istituto dei Quartieri in sostituzione delle fallimentari Circoscrizioni.
Già, un topolino, perché quanto adottato è ben lungi da quanto auspicato dall’opposizione, ma ci si potrebbe accontentare in attesa di tempi migliori.
Vi chiederete: ma allora dov’è il problema? ll problema è che il topolino, faticosamente partorito, è nato morto o, meglio ancora, è nato vivo e subito ammazzato.
Ad ammazzarlo ci ha pensato l’ira funesta della Sindachessa che, in una accesissima discussione fuori campo, durante una pausa lavori, ha esternato tutta la sua preoccupazione sulla perdita del suo potere. Il capannello dei suoi sodali in ossequioso silenzio ad annuire. Uno spettacolo che sarebbe stato divertente se non fosse tragico per il futuro dei cittadini.
Il Partito “Democratico”, ancora una volta, dimostra che la parola democrazia è una scatola vuota, una cornice con cui abbellire un brutto quadro che si chiama potere assoluto.
Ciò che più terrorizza il nostro Sindaco, per come l’ho capita, ma mi può tranquillamente smentire, è che l’avvento dei quartieri potrebbe costituire un dirottamento dalla democrazia rappresentativa a quella diretta. In altri termini il popolo potrebbe addirittura sostituirsi ai suoi rappresentanti, il che, a pensarci bene, è follia pura! Pensate se il titolare di una azienda pretendesse di sostituirsi, nelle decisioni, ai suoi rappresentanti, ma stiamo scherzando?
Si, avete capito bene, il popolo “sovrano” può esserlo di nome ma non certo di fatto o tutti i partiti correrebbero il rischio di non poter più agire come fanno oggi. Si insomma, potrebbero non più ricevere mazzette, fare comitati d’affari, spartirsi torte e prebende, elargire favori, ingrassare gli amici degli amici, godere di enormi privilegi e vivere di vitalizi e stipendi faraonici alla faccia dei fessi.
Come funziona la Democrazia Rappresentativa è sotto gli occhi di tutti. E’ un sistema fallimentare che produce corruzione e malaffare e rende i cittadini non già rappresentati ma schiavi indifesi.
Quello che, molto probabilmente, la nostra Sindachessa non capisce, o forse finge di non capire, è che noi non vogliamo affatto sostituirci alla rappresentanza, ma pretendiamo di poterla controllare e, se e quando lo vogliamo, sostituirci ad essa se ciò che fa non ci piace. E’ davvero chiedere molto? Non mi sembra, visto che chi paga e chi subisce siamo noi.
Dice…. Se non vi piace come decidiamo potrete sempre non votarci più! Verissimo, ma gli effetti delle decisioni sbagliate restano e le paghiamo noi, sulla nostra pelle, con nuove tasse ed una vita sempre più insopportabile.
Quello che, molto probabilmente, la Sindachessa non sa è che se il popolo non ha modo di decidere prima o poi si arrabbia e finisce male. Lei vuole arrogarsi il “diritto di assumersi la responsabilità delle scelte”.
Ma dovrebbe spiegarci in cosa consiste l’effetto delle responsabilità. Perché se abbiamo certezza che pagherà gli errori di tasca sua e se, non avendo soldi sufficienti, andrà in galera, nella peggiore delle ipotesi, o starà lontana dai pubblici uffici per il tempo dovuto, per i danni più lievi, allora se ne può discutere.
Ma non mi risulta che siano in galera o abbiamo mai pagato di tasca propria tutti coloro che ci hanno provocato e ci provocano danni immensi e, forse, è proprio questa certezza che li fa agire con tanta arroganza.
Tornando all’oggetto, mentre da un lato si creano i Quartieri, che dovrebbero essere i punti di coagulo delle problematiche locali, delle esigenze ed istanze dei cittadini, si pensa già a svuotarne la potenzialità favorendo canali preferenziali con le Associazioni, le Organizzazioni e tutto quanto si muove in forma associativa. Insomma, si torna alla gestione “personalizzata” dei problemi. Quella che favorisce preferenze, favori, compromessi e boicottaggi. Insomma la politica di sempre. Si parla già di creare, insomma, un “Regolamento di partecipazione” sulla falsariga di quello bolognese (oh! Che combinazione!) che vanificherà di fatto qualsiasi iniziativa dei nuovi Quartieri. E’ quella che ritengo una “furbata indecente” e che, ovviamente, spero non veda mai la luce.
L’Amministrazione favorisce la partecipazione, sino al punto che si è inventata un termine che è un ossimoro: la “democrazia partecipativa”, una bestemmia, se si pensa che senza partecipazione non può esistere democrazia. Ma la partecipazione, come la intende il Partito “Democratico” , è l’auspicio che i cittadini vengano, assistano, applaudano o fischino a piacere, ma non contino assolutamente nulla.
“Tu partecipi e io decido”, questa è la filosofia del potere. Se tu partecipi mi dai il patentino di democratico, poi, però, torna a casa Lessie che al resto penso io.
Mi spiace per il Prof. Savi, che ha il grosso difetto di voler pensare con la sua testa, sarà fortemente ridimensionato e richiamato all’ordine, nei Partiti solo i vertici sono abilitati a pensare, gli altri si debbono accontentare delle briciole o sono fuori.
Tutto questo per avvertire i cittadini di non farsi illusione alcuna, sudditi erano e sudditi restano.

4/04/2015
Franco Dell’Alba
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Taryn Donath Quartet apre la stagione del Macall? di Castelceriolo
Taryn Donath Quartet apre la stagione del Macall? di Castelceriolo
Gig Economy: la ricaduta dell'economia del lavoretto sugli alessandrini
Gig Economy: la ricaduta dell'economia del lavoretto sugli alessandrini
Gig Economy: il metodo d'indagine sulla provincia di Alessandria
Gig Economy: il metodo d'indagine sulla provincia di Alessandria
Sabato 03 Novembre 2018 Taryn Donath Quartet in concerto al Macallé
Sabato 03 Novembre 2018 Taryn Donath Quartet in concerto al Macallé
La Psicomotricità Funzionale e il Training Attentivo Cognitivo Metodo Benso sbarcano ad Alessandria
La Psicomotricità Funzionale e il Training Attentivo Cognitivo Metodo Benso sbarcano ad Alessandria
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi