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Arquata Scrivia

Prosegue la protesta alla Cementir: "ci hanno staccato il riscaldamento, ma andiamo avanti"

Sale la tensione alla Cementir di Arquata Scrivia dove i lavoratori sono in sciopero e assemblea permanente. "Ci hanno staccato il riscaldamento e chiuso la sala riunioni, ma andiamo avanti". Ieri uno dei dipendenti che ha ricevuto la lettera di licenziamento si è sentito male ed è stato soccorso dall'ambulanza
ARQUATA SCRIVIA - Ancora una giornata di sciopero e assemblea alla Cementir di Arquata Scrivia dove i lavoratori sono asserragliati per dire no ai 23 licenziamenti.
Sale la tensione all'interno dei cancelli della fabbrica. "In risposta alla nostra legittima protesta - dice Massimo Cogliandro di Fillea Cgil – l'azienda ha staccato il riscaldamento ed ha chiuso la sala assemblee. Siamo al freddo, confinati nella saletta sindacati, due metri per due". Dall'altro ieri, inoltre, sono stai disattivati i badge elettronici dei cancelli.
"Se non ci sarà un segnale di disponibilità da parte di Cementir, la situazione rischia di aggravarsi – dice ancora Cogliandro – i lavoratori sono preoccupati". Tanto che ieri, nel primo pomeriggio, uno dei destinatari delle lettere di licenziamento ha accusato un malore. E' arrivata l'ambulanza nel cortine dell'azienda e l'uomo è stato trasportato in ospedale.

L'azienda, sempre l'altro ieri, prima giornata di sciopero, aveva fatto sapere di essere disposta a "rispettare gli accordi", ossia la ricollocazione della metà degli esuberi in altre aziende del gruppo e in Cociv, il consorzio di aziende per la realizzazione del Terzo Valico, per l'altra metà, "non appena riapriranno i cantieri dell'opera". Cementir, infatti, ha ottenuto grazie alla legge regionale e all'intervento delle istituzioni, una commessa di 50 milioni di euro per la fornitura di calcestruzzo. L'impianto di betonaggio, nel cantiere di Radimero di Arquata, è pronto, ma i lavori si sono fermati, in attesa dell'arrivo di un commissario governativo, che dovrà essere nominato dal prefetto di Roma. "Cementir ha già disatteso gli accordi in passato. Chiediamo un impegno concreto, la sottoscrizione di un protocollo istituzionale", spiega Cogliandro.
Lunedì è attesa la visita dei parlamentari eletti in Provincia nello stabilimento.
Intanto, Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont, ha incontrato le rappresentanze per esprimere solidarietà ed impegno. “Interrogheremo la Regione – ha dichiarato – ma anche Roma, per capire come si sia arrivati a tanto. C’erano garanzie di riassorbimento di parte dei dipendenti di Cementir in Cociv, c’era la promessa da parte della Regione di un impegno concreto per la tutela di una realtà importante, c’erano accordi presi nel 2013 da portare avanti: nulla di questo è stato fatto. Perché?”.

"Le domande non finiscono qui. - prosegue Molinari - Doverosa una riflessione anche a livello nazionale, perché “la notizia del commissariamento di Cociv e delle indagini è sicuramente importante, ma il Governo dovrebbe poter garantire la ripresa dei lavori, per permettere il riassorbimento dei lavoratori ora a rischio”. Un’ultima, importante, nota riguarda la Tav. “Ci eravamo detti favorevoli – conclude Molinari – perché il Terzo Valico era stato rappresentato come un’opera capace di avere anche ricadute economiche ed occupazionali sul territorio del basso Piemonte. Si pensava all’interporto di Alessandria – ma l’idea è stata abbandonata -, si erano presi accordi per una serie di opere compensative concordate con i sindaci e con i territori prima della realizzazione dell’opera – ma si sta continuando a perdere tempo -, si prevedeva il coinvolgimento delle aziende del territorio per la realizzazione dell’opera – ma anche in questo senso, nulla di fatto. A fronte del fatto che il nostro territorio sta subendo soltanto danni, e non benefici, la posizione della Lega Nord non può che cambiare”.
Risponde la Regione Piemonte, per voce dell'assessore Gianna Pentenero: "Dire che la Regione Piemonte non ha fatto niente per Cementir significa non conoscere la realtà dei fatti. Sin dall'inizio la giunta regionale insieme alle istituzioni locali ha seguito con grande attenzione la vicenda. Ricordo che a ottobre l’azienda aveva acconsentito, proprio su richiesta di Regione e provincia di Alessandria, a ridurre della metà gli esuberi annunciati. Il nostro impegno ad attivare per i restanti dipendenti percorsi di ricollocazione, anche in relazione ai cantieri legati alla realizzazione del Terzo Valico non è mai venuto meno. Tuttavia, dato che le note vicende giudiziarie hanno di fatto determinato un rallentamento dei lavori, non certo imputabile alle istituzioni, la Regione Piemonte e la provincia di Alessandria, d’intesa con i sindacati e con il commissario di Governo hanno chiesto all’azienda di sospendere i licenziamenti, richiesta che, come noto, l'azienda non ha voluto ascoltare.
Rivolgo alle forze politiche un invito al senso di responsabilità. Chiedo inoltre all'azienda di rispettare la legittima protesta dei lavoratori. La Regione Piemonte è pronta a riprendere in qualsiasi momento la trattativa e a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per dare loro serenità".
20/01/2017
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