Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Opinioni

Quando le istallazioni luminose valorizzano lo spazio pubblico

In Italia e in Europa artisti e designer cambiano il volto notturno delle città. Anche il ponte Meier ha ospitato un'installazione luminosa a Capodanno. Ecco cosa penso del fatto di mantenerla...
OPINIONI - Negli ultimi tempi stiamo assistendo al proliferare di concerti, manifestazioni culturali, mostre a cielo aperto, conferenze e dibattiti che sfruttano la città come palcoscenico naturale. Gli eventi pubblici hanno la capacità di valorizzare le caratteristiche peculiari dello spazio pubblico e, allo stesso tempo, di investirlo, attraverso allestimenti temporanei e vere e proprie installazioni artistiche, di significati differenti.

Numerose città hanno scommesso sull'arte contemporanea, considerandola un'importante leva di rigenerazione urbana: operazioni di marketing territoriale che hanno dato vita a progetti e investimenti culturali con lo scopo di riqualificare l'immagine della città in un'ottica di maggior competitività nella promozione di sé.

L'interesse nei confronti delle sperimentazioni legate all'uso della luce nello spazio urbano è cresciuto velocemente. I festival delle luci sono eventi scenografici che spesso si avvalgono di artisti e designer di rilevanza internazionale, i quali cambiano il volto notturno delle città, ne ridisegnano l'estetica rendendo gli spazi urbani di passaggio luoghi in cui riscoprire le relazioni interpersonali e intrattenere un rapporto diverso con lo spazio urbano. Da Lione a Eindhoven, da Amsterdam a Torino, sono decine i festival che vedono il proliferare di installazioni e proiezioni lungo le strade e le piazze cittadine (Matteo Colleoni, Francesca Guerisoli, La città attraente. Luoghi urbani e arte contemporanea).

Il festival europeo delle luci più antico e conosciuto, che vanta una storia quindicennale, è appunto la Fête des Lumières di Lione (nella foto grande in basso), che si tiene per quattro giorni intorno all'8 di dicembre. Proiezioni, sculture, installazioni interattive e illuminazioni scenografiche dei monumenti fanno della città un luogo magico. Il gemello torinese, le "Luci d'Artista" (nella foto a sinistra), è una manifestazione che coinvolge vie e piazze del centro in un'interazione fra arte e paesaggio urbano divenuta un modello a cui guardano molte città italiane.
Al di fuori dei festival, diversi artisti e designer si sono cimentati nelle architetture progettate con la luce. Artisti come Dan Flavin, Bruce Munro e James Turrell hanno portato la luce ad un livello di interazione tale con l'architettura e il paesaggio da creare delle vere e proprie opere di land art.
Gli spagnoli Luzinterruptus, un collettivo anonimo che fa della luce il principale mezzo espressivo, è noto per esprimersi negli spazi urbani su temi dal forte contenuto politico-culturale attraverso installazioni di brevissima durata, a volte solo di poche ore.
Una loro recente installazione, ironicamente intitolata “Il Governo manda in merda la Costituzione” (nella foto a destra), composta da luci LED, tavolette da WC semi-trasparenti e copie degli articoli della Costituzione Spagnola relativi all’uso dello spazio pubblico, alla libertà di parola e ai diritti fondamentali di tutti i cittadini, è salita alla ribalta delle cronache per il forte significato di protesta contro la nuova “Legge Bavaglio” spagnola.

Anche ad Alessandria recentemente abbiamo assistito ad alcune prime sprimentazioni nel campo delle installazioni luminose. Voglio ricordare la prima edizione (2015) del festival Bulb che, nel Chiostro di Sana Maria di Castello e nell'omonima piazza, ha visto la partecipazione di diversi artisti che si sono cimentati nelle installazioni luminose e nelle video proiezioni su larga scala.
Le manifestazioni cittadine ricorrono spesso all'uso artistico della luce per valorizzare iconicamente i vari eventi in programma. Sono ormai anni che la classica festa di Capodanno propone giochi di luce più o meno ricercati.

Durante l'ultima edizione, il nuovo ponte Cittadella (Ponte Meier) ha ospitato un'installazione luminosa che ha reso il suo arco tricolore.
Alcuni cittadini hanno apprezzato l'intervento, chiedendone la sua permanenza nel tempo. Non entrerò nel merito del valore artistico della proiezione. Penso però che la scelta di mantenere l'installazione tricolore sull'arco del ponte sia completamente sbagliata. Ogni opera architettonica viene concepita (o dovrebbe) nel suo insieme spaziale e visivo: il ponte Meier è un'opera iconica, pensata e progettata in ogni suo aspetto, anche in quello del colore. Il bianco connota la struttura, la rende eterea, ed è un colore che ha sempre accompagnato il lavoro del progettista statunitense. Investire il ponte di una connotazione cromatica differente significherebbe snaturare quella struttura, alterarne un aspetto che era stata pensato diversamente.
Le installazioni luminose sono, per natura, effimere: tendono a offrirci una nuova visione dello spazio ma limitata temporalmente.
E questo dovrebbe essere il caso della proiezione tricolore sul ponte Meier: proporre un'immagine differente del ponte, coerente con il significato dell'evento in cui è stata ospitata, ma di breve durata.





 
18/01/2017
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



EVENTO 40° ANNIVERSARIO REVERCHON
EVENTO 40° ANNIVERSARIO REVERCHON
Inaugurazione DS Store Alessandria - Maurizio Zoccatato GrandiAuto
Inaugurazione DS Store Alessandria - Maurizio Zoccatato GrandiAuto
Inaugurazione DS Store Alessandria
Inaugurazione DS Store Alessandria
Carrà, Carrà, ancora Carrà...
Carrà, Carrà, ancora Carrà...
Inaugurazione Ds Store di Alessandria
Inaugurazione Ds Store di Alessandria
“HAKUNA MATATA “ per un pomeriggio e una sera “senza pensieri” al TEATRO ALESSANDRINO SABATO 17 MARZO
“HAKUNA MATATA “ per un pomeriggio e una sera “senza pensieri” al TEATRO ALESSANDRINO SABATO 17 MARZO