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Novi Ligure

Stazione ferroviaria in balia dei malviventi

Nelle scorse settimane, la stazione ferroviaria di Novi è stata ripetutamente vittima di atti di teppismo. Gesti anche gravi – una delle porte di accesso all’atrio è stata letteralmente divelta, le bacheche degli orari sono state infrante per due volte – che fanno paura ai viaggiatori. In stazione le bocce sono cucite: nessuno parla volentieri di quanto è accaduto e nessuno ha visto niente
NOVI LIGURE - Nelle scorse settimane, la stazione ferroviaria di Novi è stata ripetutamente vittima di atti di teppismo. Gesti anche gravi – una delle porte di accesso all’atrio è stata letteralmente divelta, le bacheche degli orari sono state infrante per due volte – che fanno paura ai viaggiatori. In stazione le bocce sono cucite: nessuno parla volentieri di quanto è accaduto e nessuno ha visto niente. D’altronde gli episodi si registrano sempre la notte, quando non c’è più nessuno a presidiare la struttura. E spesso càpitano tra sabato e domenica, come l’ultima volta.

Da qualche tempo a questa parte, per motivi di sicurezza, dopo una certa ora le porte che danno accesso all’atrio della stazione vengono chiuse. Una “limitazione” che non dev’essere piaciuta agli sbandati che di notte considerano la stazione il proprio luogo di ritrovo. E così, la porta che dal primo binario dà accesso all’atrio è stata letteralmente scardinata dalla propria sede. Nell’operazione, però, uno dei vandali si sarebbe ferito: la voce non trova conferme, ma pare infatti che siano state trovate numerose tracce di sangue.

Ora la porta è stata ripristinata. Su di essa un cartello: "Porta pericolante, prestare attenzione, non toccare". Anche le bacheche degli orari, nell’atrio, sono state distrutte. Ripristinate una prima volta, sono state nuovamente prese di mira dai vandali nel week end di Pasqua. Ora le Ferrovie le hanno rimosse definitivamente. Al loro posto, piazzato in alto, fuori dal raggio d’azione dei malintenzionati, uno schermo elettronico che dovrebbe indicare i convogli in arrivo e in partenza, ma che per ora è spento.

È inesorabilmente fermo sulla mezzanotte l’orologio sopra la biglietteria, mentre la “fontana tricolore” in piazza del Movicentro è circondata dalle transenne dopo che un camion della spazzatura, facendo manovra, ha spezzato le grate che ne coprivano le lampade per gli effetti di luce.

Insomma, a tratti l’impressione è quella dell’abbandono, ma ai viaggiatori e a chi frequenta la stazione per motivi di lavoro preoccupano di più sbandati e vandali. E la memoria torna all’omicidio del trentunenne tunisino Moez Chaachiu, ucciso con una coltellata al termine di una rissa, sul piazzale della stazione, nel dicembre 2011. O alla rissa del luglio 2012, quando, in pieno giorno, un gruppo di ragazzi, forse ubriachi, avevano spaventato decine di passanti increduli.
 
13/04/2013
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