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Ovada

Donna malmenata in centro: "Ovadesi state attenti"

A dieci giorni dall'aggressione subita in corso Saracco parla la vittima del fatto di cronaca di cui si è molto parlato in città. "Non avevo mai visto l'aggressore. Quel che è capitato a me può succedere a chiunque"
 OVADA - Sono trascorse poco più di due settimane ma il ricordo di quanto è successo lo ha ancora scolpito nella mente. E anche sul viso, tumefatto di lividi per quei quattro, violenti pugni ricevuti da uno sconosciuto per strada, solo per avergli rifiutato un passaggio. L’episodio risale al 19 gennaio scorso ma solo adesso M.G., 56 anni, di Ovada, ha la forza per parlarne e raccontare. Vuole che la città sappia ciò che le è successo, «perché tutti siano consapevoli che bisogna sempre stare attenti, anche in un piccolo centro come il nostro. Ciò che è accaduto a me sarebbe potuto capitare a chiunque». Era un sabato pomeriggio quand’è stata aggredita, mancavano pochi minuti alle 17. Il cielo era ancora chiaro, la donna era uscita dal portone di casa, in corso Saracco, zona pasticceria Latte e Miele, per alcune commissioni. «Stavo andando verso l’auto, che avevo parcheggiato a pochi metri dal palazzo, e ho notato questo ragazzo con il giubbotto blu e un’andatura strana, dinoccolata, camminare sul marciapiede opposto, verso il centro e il passaggio a livello – racconta la donna -. A quel punto ha attraversato, mi ha guardata, io ho raggiunto l’auto per salire e chiudermi dentro, perché in effetti quell’uomo mi aveva un po’ inquietata. Ma non ho fatto in tempo neppure a mettere la sicura». Il ragazzo, alto e magro, sulla trentina, ha aperto lo sportello del passeggero, affacciandosi nell’abitacolo. «Dove vai? Dammi un passaggio» le ha detto. La donna ha rifiutato.

«Ho mantenuto un tono distaccato ma calmo, gli ho detto che avevo da fare e che non gli avrei dato passaggi. Ma lui ha insistito» spiega M.G. Al secondo rifiuto, lui non ci ha visto più. Ha afferrato la donna per i capelli e ha iniziato a colpirla come una furia in pieno viso. Almeno quattro pugni, il primo sulla tempia l’ha lasciata stordita. «È stata questione di pochi secondi ma a me è sembrato durasse un’eternità. Dopo l’ultimo colpo ha smesso e se n’è andato come niente fosse, neppure correndo, l’ho visto andare oltre al passaggio a livello, sempre con la sua strana andatura…». Scossa e con il volto insanguinato (la donna ha perso un incisivo per la violenza dei pugni), M.G. ha trovato aiuto nella vicina pasticceria e ha avvisato i vigili urbani. «Ci hanno messo pochi minuti ad arrivare e voglio ringraziarli – dice -. E lo stesso vale per i carabinieri, a cui ho poi fatto denuncia». La donna ha trascorso una notte in ospedale a Ovada, ne è uscita con una prognosi di dieci giorni. I carabinieri ancora cercano il suo aggressore - «la mia idea è che arrivasse dalla stazione, non l’ho mai visto in città» spiega – ma lei non vuole arrendersi alla paura, vuole reagire. E per questo ha raccontato la sua storia: «Spero possa essere d’aiuto agli altri ovadesi. Episodi come questo possono capitare anche da noi».
4/02/2019
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