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Alessandria

Alessandria Film Festival: Pupi Avati racconta i suoi 50 anni di carriera

Sabato alle 21 il regista in un incontro con il critico Steve Della Casa. La mattina totalmente dedicata ai pi giovani, il pomeriggio le proiezioni e la conversazione con il regista Carlo Ausino. Alla sera aperitivo e dj set, la sonorizzazione dal vivo su scene tratte da capolavori cinematografici sperimentali degli anni Venti e Trenta e la proiezione di StellaStrega
ALESSANDRIA – Secondo giorno per Alessandria Film Festival, la manifestazione di cultura cinematografica che si tiene nelle sale dell’Associazione Cultura e Sviluppo (piazza Fabrizio De André 76). Fil rouge del festival dedicato interamente alla settima arte un mestiere del cinema: quest’anno è la volta del regista. Gli ospiti sono nomi noti e storici, ma anche volti nuovi e molto interessanti del panorama registico italiano: primo fra tutti Pupi Avati, che sabato alle 21 con Steve Della Casa parlerà della propria eccezionale carriera, che quest’anno celebra 50 anni di attività.

Il pomeriggio alle 18 ci sarà Carlo Ausino, regista messinese di nascita, ma torinese d’adozione, classe 1938, conosciuto principalmente per il film Torino violenta del 1977, appartenente al filone del cinema poliziottesco. Ausino dialogherà con Alessandro Gaido, presidente dell’Associazione Piemonte Movie organizzatrice del Piemonte Movie gLocal Film Festival con cui l’Alff è gemellato fin dalla sua prima edizione.

Come da tradizione, il sabato mattina invece è totalmente dedicato ai più giovani, con un’offerta pensata su più livelli per raggiungere bambini e ragazzi di tutte le età. Torna il laboratorio Cine/mini a cura di Lorenza Novelli per bambini dai 4 ai 10 anni, questa volta ispirato alla fantascienza: un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta di mondi sconosciuti, abitati da alieni, robot giganti e creature fantastiche. Per i ragazzini dai 9 ai 14 anni c’è il workshop di animazione Stop-Motion tenuto da Andrea Serrapiglio, per imparare i principi dell’animazione con una delle tecniche cinematografiche più famose, da sempre utilizzata per gli effetti speciali e nell’avanguardia del cinema. Infine, dedicato agli studenti delle scuole superiori, un incontro tenuto dai professionisti di Bottega del Suono, realtà alessandrina di respiro nazionale molto ampio, intorno al tema “Note immaginate – come nasce una colonna sonora”.

Pensato invece per un target transgenerazionale (dai 16 anni in su), il laboratorio Macchina da presa Vs Movimenti da palcoscenico a cura del Collettivo Teatrale Officine Gorilla insieme agli attori Michele Puleio e Luca Zilovich, con Enzo Ventriglia (Commedia Community, Teatro della Juta), incentrato sul confronto tra cinema e teatro: quanto è diverso il mestiere dell’attore cinematografico rispetto a quello teatrale? Quali sono, invece, i punti di contatto? È possibile ricreare la stessa scena davanti alla telecamera e sul palcoscenico?

Il sabato sera del Festival, che inizia alle 19 con l’aperitivo e il dj set a cura di G.A.S.A. (Giovani Alessandrini Si Attivano) e prosegue con l’incontro con Pupi Avati, si chiude con due eventi speciali: alle 22 Avanguardie, una sonorizzazione dal vivo composta per il Museo del Cinema da Riccardo Mazza su scene tratte da capolavori cinematografici sperimentali degli anni Venti e Trenta, scelte e rielaborate in live video da Laura Pol. Nella performance il cinema d’avanguardia è ripreso nel momento in cui, nella sua evoluzione tecnico-espressiva, conquista una sua autonomia artistica e si interroga sui vari aspetti e caratteri del linguaggio filmico, in rapporto ad altri linguaggi artistici come il teatro, le arti figurative, la poesia e la musica e all’interno di una sua individuazione formale.

Alle 23.15, invece, la proiezione di StellaStrega, il film di Federico Sfascia che è già diventato un cult tra gli appassionati. StellaStrega è stato inserito dalla rivista Film Tv nella top 10 dei film non usciti in sala del 2018. Il film è caratterizzato da un approccio totalmente artigianale che non nasconde il trucco e l’effetto in nessun modo e anzi mette in primo piano pupazzi, modellini, marionette ed effetti ottici realizzati con sovrapposizioni di luci, fiamme e fumi colorati, amalgamati grazie a una coerenza visiva che viene principalmente dal disegno e dall’animazione. Film in continua mutazione, dal grottesco al melodrammatico, dalla bassezza umana di cui ridere amaramente fino alle scelte difficili per cui soffrire dolcemente, un film in cui certi archetipi dell’horror si trasfigurano in stilizzazioni che guardano agli anime orientali.

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23/03/2019
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