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Alessandria

Azienda Ospedaliera: intervento innovativo per la cura della spasticità

Si tratta del primo intervento del genere in Piemonte: la pompa ad infusione non dovrà essere sostituita, come invece accadeva in precedenza, con notevoli benefici per la paziente
ALESSANDRIA - Una pompa di nuova concezione a flusso fisso/variabile è stata impiantata lo scorso dicembre in una donna affetta da tetraparesi spastica dal servizio di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, responsabile il dottor Fabrizio Cassini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dottoressa Luciana Ventura.

Si tratta del primo intervento del genere in Piemonte: la pompa ad infusione, infatti, non dovrà essere sostituita, come invece accadeva in precedenza, con notevoli benefici per la paziente. Le pompe ad infusione sono utilizzate nei trattamenti contro la spasticità, che provoca irrigidimento e tensione dei muscoli delle braccia e delle gambe, rendendo difficili i movimenti e gli spostamenti della vita quotidiana.

Le pompe ad infusione, dette intratecali, sono dispositivi dotati di un serbatoio, collocati in una tasca sottocutanea e non visibili dall’esterno e collegati ad un catetere che arriva fino allo spazio sub-aracnoideo: la loro efficacia consiste proprio nella costante azione di trasporto del farmaco. L'inserimento della pompa intratecale e del catetere viene effettuato con un metodo invasivo attraverso un piccolo intervento chirurgico e la somministrazione intratecale con l'ausilio d'infusori di questo tipo risulta particolarmente indicata in tutti quei pazienti che necessitano di frequenti e continue somministrazioni di farmaco per poter controllare i sintomi della patologia di cui soffrono.

La caratteristica di innovazione di questa nuova pompa consiste nel fatto che non dovrà più essere sostituita all'esaurirsi della batteria interna che governa il flusso del farmaco, come succede con le attuali pompe programmabili in commercio. La pompa rilascia un farmaco che permette di risolvere la rigidità ad una velocità variabile e regolabile tramite un computer esterno. In questo modo la paziente, una donna di 66 anni in stato neurovegetativo da due anni e colpita da tetraparesi spastica, clinicamente caratterizzata da rigidità e spasmi dolorosi, con un singolo intervento, avrà tutti i benefici dell’infusione regolabile del farmaco, senza doversi sottoporre ad un reintervento di sostituzione.
19/01/2018
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