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Alessandria

Mense: lavoratori e sindacati tornano sotto Palazzo Rosso

Martedì alle 16 coperchi di pentole e mestoli torneranno a "fare rumore" sotto Palazzo Rosso. Sindacati e lavoratori del settore mense sono in mobilitazione permanente per quanto riguarda la "mancanza di garanzie occupazionali e di qualità del servizio" in riferimento al bando di gara sulla refezione scolastica che scadrà a fine mese
 ALESSANDRIA - Fischietti, ma anche coperchi di pentole, mestoli, strumenti “del lavoro” di molti dipendenti (oggi di Aristor) che si occupano del servizio mensa nelle scuole comunali che sono in mobilitazione permanente proprio per la “mancanza di garanzie del nuovo bando di gara sul servizio di refezione scolastica” che scadrà a fine mese.

Una “battaglia” quella dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) iniziata diversi mesi fa, prima lamentando la mancanza di “confronto” con l'amministrazione comunale proprio per recepire anche le loro istanze nella stesura del bando. Poi la “non soddisfazione” di quanto pubblicato: “nessuna delle nostre istanze è stata recepita” erano state le parole delle organizzazioni sindacali nell'incontro di soli 10 giorni fa in sala giunta, alla presenza di diversi membri della giunta e anche del Segretario Generale.

Le preoccupazioni per la mancanza di una “clausola sociale” che dia garanzia di mantenimento di tutti i posti di lavoro e anche della qualità contrattuale è stata aggravata dalla notizia di 10 posti che rischiano già di vacillare, vista l'intenzione di internalizzare e quindi di far svolgere a dipendenti comunali, il servizio di “scodellamento” pasti negli asili nido.

“Poi ci sono anche coloro che svolgono il servizio di trasporto che non sono stati presi in considerazione” avevano già precisato i sindacati. E i nuovi risvolti sono che con questa “clamorosa esclusione dei sette lavoratori del servizio trasporto, l'azienda (Sotral) ha già inviato una lettera sia al Comune di Alessandria sia alla Direzione Territoriale del Lavoro per comunicare la già decisa cessazione del servizio”.

Una battaglia per i sindacati a fianco dei lavoratori, che hanno timore per il proprio futuro in base a quelle che saranno le “soluzioni” portate dalla nuova gestione del servizio una volta chiuso il bando di gara.

Un “gioco delle parti” - come è stato definito in una nota scritta dal Segretario generale – quello dei sindacati che “sono perfettamente consapevoli” di quanto sostiene la “disciplina introdotta dal D.lgs. n. 50/2016, all’art. 50, che è stata legittimamente introdotta nel bando di gara” ma anche di quanto sostiene l’ANAC, che ha chiarito che “l’applicazione della clausola sociale non comporta un indiscriminato e generalizzato dovere di assorbimento del personale utilizzato dall’impresa uscente, dovendo tale obbligo essere armonizzato con l’organizzazione aziendale prescritta dal nuovo affidatario”.

Appuntamento alle 16 sotto Palazzo Rosso. 

22/05/2018
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