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Alessandria

Il tesoro nascosto dei musei alessandrini: caveau pieni, ma poco spazio

L'inventario delle opere chiuse a chiave nei magazzini non è ancora nelle mani del presidente Antoni, decisa a rendere i musei più alla portata di tutti: social, musica, eventi mondani, e riscoperta del patrimonio artistico alessandrino
 ALESSANDRIA – Con l’esposizione di due importanti opere di Pellizza (visitabili fino al 10 marzo) alle Sale d’Arte, i musei alessandrini hanno inaugurato un nuovo corso, improntato sulla valorizzazione del proprio patrimonio artistico.

Il Comune di Alessandria possiede infatti molte opere che per mancanza di spazio e di risorse, non riesce ad esporre, né quindi a valorizzare. I caveau del museo sono pieni di creazioni non solo pittoriche che il nuovo presidente dell’azienda Costruire Insieme, Cristina Antoni, vuole via via rispolverare ed esporre.

Ad incoraggiare la voglia d’arte è stato anche Vittorio Sgarbi. Proprio lui, in visita in città nelle scorse settimane, ha voluto farsi aprire la cassaforte con i ‘tesori’ nascosti.

“Il critico d’arte ha apprezzato il patrimonio artistico conservato, invitandoci ad organizzare eventi per far conoscere anche gli autori che potrebbero essere considerati minori”, ha commentato Antoni, “abbiamo delle ceramiche di Lucio Fontana e quadri di Alberto Cafassi, gli eredi del quale spererebbero che a lui si dedicasse una mostra”. E poi tanti altri pezzi che rimangono, per ora, sconosciuti.

L’inventario che non arriva.
Da settimane Antoni ha richiesto a Palazzo Rosso un inventario sulle opere d’arte in possesso. Un semplice elenco che però tarda ad arrivare. Non si capisce quindi se sia solo un problema di incomunicabilità tra i vari responsabili della cultura (assessorato, musei), se l’elenco sia incompleto o se addirittura non esista proprio. Antoni attende fiduciosa, pronta a rendere l’arte e la cultura più ‘pop’, e fruibile anche a chi solitamente non mette m,ai piede in un museo.

Selfie e sottofondo in musica.

La visita ai due Pellizza è resa più gradevole dalla musica diffusa negli ambienti. È un piccolo accorgimento per rendere più confortevole la visita, ed un primo passo per aprire ad eventi, aperitivi, feste o iniziative simili che possano sposarsi bene con il contesto. E possibilmente avvicinare i giovani, di solito allergici a luoghi del genere, considerati poco cool. Così l'uso 'consapevole' dei social e l'adesione al selfie day, ora che è possibile far fotografie nei musei.

C’è pure Leonardo
Il 2019 sarà l’anno dei 500 anni dalla morte del genio di Vinci, con grandi eventi culturali e mondani nei luoghi in cui visse e lavorò. Anche i Musei alessandrini stanno pensando ad un appuntamento leonardesco, che sia correlato con il territorio. Il progetto è ancora top secret, e un po’ perché troppo prematuro, un po’ per scaramanzia, non se ne parla ancora.
19/01/2019
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