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Alessandria

Eliminare il canone sui “dehor”: disparità di trattamento con altre attività?

La richiesta di "interpretazione autentica" al Consiglio comunale con valore retroattivo sul 2018 per l'eliminazione del pagamento del canone non ricognitorio per i dehor e anche alcune modifiche da apportare al Regolamento per il 2019 (anche su quello Cosap) hanno fatto esplodere la polemica tra l'assessore Lumiera e parte della minoranza. "Disparità di trattamento" rispetto ad altre attività e "scelta politica e non da far ricadere sul Consiglio"
 ALESSANDRIA - Il caso dell'applicazione (o meno) del canone non ricognitorio sui dehor ha fatto scoppiare la polemica. Le prime sorprese e lamentele erano arrivate dal mondo del commercio, quello direttamente interessato, che si è visto arrivare dei bollettini da pagare oltre alla Cosap e ad altre imposte comunali. Questa del “canone non ricognitorio”, cioè per tutti i servizi sopra e sotto suolo è un po' una novità: il regolamento è del 2017 (approvato ancora dalla giunta Rossa) con prima applicazione dal 2018.

Quale è il punto, ora? “Il fatto che non sia chiara la citazione esplicita dei dehor all'interno del Regolamento”.

La scelta dell'amministrazione comunale attuale – che lo considera un “ulteriore canone ingiusto e vessatorio” come è stato definito dall'assessore al Bilancio Cinzia Lumiera – è stata quindi quella di approfondire la materia, con una richiesta di parere all'Avvocatura comunale e di chiedere al Consiglio comunale una “interpretazione autentica” esprimendosi sulla applicabilità o meno di questo canone sui dehor, scelta avvalorata dal parere tecnico, che dice sostanzialmente che si può togliere, non essendo esplicitato chiaramente. Una decisione da prendere per i consiglieri comunali con effetto “retroattivo”, ovvero sul 2018 per il quale l'amministrazione a quel punto valuterà la possibilità di “eventuali rimborsi”.

Una scelta “scorretta” per una parte della minoranza, dal M5S al PD. “Sembra di voler scaricare sul Consiglio comunale una scelta che è politica, della giunta. Noi al massimo ci possiamo esprimere sulle modifiche proposte per il 2019” sono state le considerazioni di Giorgio Abonante. Sottoscritte anche da Michelangelo Serra: “pericoloso chiedere una interpretazione al Consiglio per un regolamento già in atto. Piuttosto l'amministrazione scelga di fare 'sconti' agli esercenti per il 2018 e discutiamo invece delle modifiche sul nuovo anno”. Addirittura la proposta dei 5 Stelle si spinge oltre: “sarebbe da accorpare tutto quello che riguarda il sopra suolo nel Regolamento Cosap e mantenere in questo canone non ricognitorio soltanto il sottosuolo. Sarebbe più chiaro e semplice per tutti”.

Una materia “giuridicamente complessa” come è stata definita, sulla quale ci sono pareri e ricorsi contrastanti in molti altri comuni. Ma quello che viene criticato maggiormente da Marica Barrera è il “fossilizzarsi” sui dehor, “che fino ai 30 metri quadrati non pagano l'occupazione suolo pubblico. E questo canone per le altre attività, come le edicole o i benzinai? Sembra quasi voler essere un 'favore' per alcune attività commerciali, che sono anche quelle che ricavano utili da questi spazi”. Insomma “disparità di trattamento” così facendo. Tra motivazioni che non sembrano convincere e incomprensione per una scelta da far fare al Consiglio comunale, anziché venir presa dalla giunta, i commissari Abonante e Gentiluomo non hanno partecipato al voto del provvedimento durante la commissione.

Leggermente diverso il discorso sul 2019, dove vengono affrontate delle modifiche vere e proprie al Regolamento: non solo l'esclusione dei dehor da questo canone, “non essendo destinati a vendita”, sembra essere la motivazione (che pagherebbero quindi solo la Cosap, esclusi quelli entro i 30 metri quadri), ma anche la “compensazione” tra canone non ricognitorio e occupazione suolo pubblico per tutte le attività (comprese edicole e chioschi, ad esempio) e non più una doppia tassazione. Tra le modifiche rientra anche la possibilità di una “maggiore rateizzazione se ci sono tutte le condizioni” per farlo.

Modifiche “a favore” anche sul Regolamento della Cosap: una diminuzione (da 0,20 a 0,006) del coefficiente per l'occupazione temporanea, per giostrai o spettacoli itineranti. E poi la multa per chi paga in ritardo (oltre il 30 giugno dell'anno successivo) viene dimezzata: 50% e non più 100% della sanzione.

“Fatico a capire la ratio” è stato il commento di Abonante. “Mi sembrano tutte scelte surreali che sono scollate dalla situazione che sta vivendo questo Comune, con tutte le difficoltà di conti e bilancio. Vengono prese in considerazione le esigenze di tutti, ma in un momento in cui non si tiene conto di quelle economico-finanziarie di Palazzo Rosso”. Punti di vista diversi con l'assessore Lumiera: “non credo di dover pesare sui cittadini per mettere a posto i bilanci. E la differenza non me la fanno i giostrai. Inoltre c'è chi paga in ritardo perché non può. E quindi è giusto sanzionare ma non chiedendo 2000 se uno non riesce a dare 1000”. Uno scontro verbale in cui il consigliere di minoranza non vuole “far passare quello che non è, cioè che siamo contro i cittadini”. “Ritengo che il recupero dell'evasione dovrebbe basarsi su questa logica: una parte va sul bilancio, l'altra si applica come 'premio' per chi si è sempre comportato bene, rispettando scadenze e tasse da pagare”.

Le risposte come spesso avviene le daranno i conti: oggi le stime di gettito per il canone non ricognitorio sono di circa 300 mila euro, di cui 30 mila dai dehor "tassati" che in città sono circa 180. "E siamo stati prudenti essendo il primo anno di applicazione" sono state le parole del ragioniere capo, Antonello Paolo Zaccone. 

 
22/03/2019
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